L'ottobre del Cevolani: un evento per la scuola e la città

“(…) Implacabile demolitore di paralogismi grammaticali”. Così Alfonso Traina, figura di spicco della filologia classica per tutto il corso del XX sec., professore emerito di letteratura latina all’Università di Bologna scomparso nel 2019, ricordava Giuseppe Cevolani, come riportato in un saggio di U. Montanari, preside, tra il 1992 e il 1997, del liceo di Cento, che ha in G. Cevolani il dedicatario eponimo, pubblicato sul VII numero della rivista Eikasmos nel 1996. Eppure, nonostante la straordinaria profondità di ragionamento logico riconosciutagli a più riprese in tutta Europa e la spiccata conoscenza delle lingue classiche (e del latino, in particolare), il velo dell’oblio storico ha progressivamente oscurato il lascito del professore liceale centese, tanto da renderne non solo, ai più, ignoto il contributo filologico, ma anche sbiadito il ricordo.

Così, in onore del giorno di nascita di G. Cevolani, il 1° ottobre 1877, a più di sessant’anni dalla sua morte, la dott.ssa Borgatti, preside del liceo, e il corpo docenti hanno organizzato un mese (ottobre, per l’appunto) di conferenze, incentrate su molteplici argomenti di ambito non solo letterario, coinvolgendo studenti, insegnanti e l’intera cittadinanza di Cento. La kermesse ha preso avvio ricordando l’importanza e il contributo del professore, che per un quarantennio guidò generazioni di studenti tra le pagine della classicità, tra 1900 e 1940, e il suo rapporto con la città di Cento, dove abitò per tutta la vita. Grazie al professor S. Cariani, docente del liceo, è stato messo in luce il valore di Giuseppe Cevolani come intellettuale e come uomo, inserito nella comunità centese da cui mai fu estraneo. Poi, hanno avuto luogo una lettura poetica sulla panchina dedicata al ricordo di Francesco Suffritti, nel Giardino della Magnolia, in via Guercino 47, e un recital tratto da Madre Coraggio e i suoi figli di B. Brecht. Ne è seguita la presentazione dello Sprachdiplom, certificazione di lingua tedesca e vera eccellenza del liceo centese, e una conferenza tenuta dal professor R. Melotto, del Centro Bilinguistico di Bolzano, dedicata ai rapporti interlinguistici tra tedesco ed italiano; il 20 ottobre, invece, A. Teggi, dottore di ricerca in letteratura comparata, ha tenuto una lezione dal titolo: "La Rivoluzione della Compassione. Tradurre la vita: l'avventura di dire 'io siamo'". Uno dei momenti più apprezzati è stato quello dedicato ad una rilettura della Casina di Plauto, commedia dell’inizio del II sec. a.C, ripresa e liberamente interpretata nel corso della storia da autori di primo piano quali N. Machiavelli (nel Clizia).  Si sono susseguiti, infatti, la lettura espressiva dei versi plautini da parte degli studenti, che hanno divertito la platea, e l’intervento del professor L. Montanari, ricercatore di Filologia Latina, che “ha condotto gli ascoltatori nella fucina del traduttore”; medesimo fine ha raggiunto anche l’incontro avvenuto tra le classi V del liceo linguistico e la dott.ssa M. R. Bedana, traduttrice di professione, che collabora con case editrice quali Einaudi e Bompiani e ha avuto l’onorevole incarico di trasporre in spagnolo il dialogo tra Papa Francesco ed E. Scalfari.  In chiusura il professor M. Matulli e S. Marcellini, fisico presso l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Bologna, hanno riflettuto su comunicazione, mass media e trappole mentali. Il mese d’ottobre, come si era aperto nel nome di G. Cevolani, ripercorrendo i fili della sua vita, così si è chiuso, quindi, con un approfondimento sull’infodemia e su quel " mondo del sentito dire" (titolo della conferenza di Matulli-Marcellini), che sicuramente egli avrebbe vagliato accuratamente e criticato in maniera accorta e con acribia.

“(…) nel generalizzare, nel definire, nel classificare è necessario usare molta cautela, pena lo sballarne delle grosse.” (G. Cevolani, Spigolature di Grammatica Latina)

Federico Pavani

Articolo pubblicato su Il Centone del mese di novembre

Ultima modifica il 27-11-2022